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copertina qualestoria 2 del 2013

Osimo: il punto sugli studi - Osimo: an update on the studies

a cura di Raoul Pupo

Indici e Abstracts

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualestoria anno XLI n.2 dicembre 2013

 

 

 

Rivista di storia contemporanea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Osimo: il punto sugli studi

 

 

 

Osimo: an update on the studies

 

 

 

 

 

 

 

 

a cura di Raoul Pupo

 

 

 

 

 

 

 

 

Raoul Pupo

Introduzione                                                                                          Introduction

 

 5

 

 

 

 

 

 

 Studi e Ricerche

Studies and researches

 

 

 

 

 

 

 

 

Raoul Pupo

Una storia sbagliata? Uno sguardo al breve secolo dei rapporti italo-jugoslavi

A wrong history? A look at the short century of Yugoslav-Italian relations

 

 9

 

Massimo Bucarelli

La politica estera italiana e la soluzione della questione di Trieste: gli accordi di Osimo del 1975

Italian foreign policy and the settlement of the Trieste question: the Osimo Agreements of 1975

 

 29

 

Saša Mišić

La Jugoslavia e il Trattato di Osimo

Yugoslavia and the OsimoTreaty

 

 55

 

Diego D’Amelio

Il dibattito pubblico sul trattato di Osimo fra ragion di Stato e protesta locale

The public debate about the Osimo Treaty between raison d’etat and local protest

 

 83

 

Fabio Capano

L’Associazionismo Adriatico: una Risposta ad Osimo

Adriatic associative network: an answer to Osimo

 

 109

 

 

 

 

 

 

Documenti e problemi

Documents and problems

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Spazzali

«C’è l’attesa di cose impossibili». Una lettera di Lino Sartori a Luigi Einaudi sull’ipotesi d’istituzione della Zona franca per la città di Trieste (1954)

«Impossible things are awaited». A letter by Lino Sartori to Luigi Einaudi about the hypothesis to institute the Free Zone for the city of Trieste (1954)

 

 131

 

 

 

 

 

 

Gli autori di questo numero

 

 

 143

     

Gli autori di questo numero


Massimo Bucarelli, ricercatore e docente universitario in Storia delle Relazioni Internazionali presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo, dell’Università del Salento, è autore di vari saggi e lavori monografi ci dedicati alle relazioni italo-jugoslave nel Novecento tra i quali: Mussolini e la Jugoslavia (1922-1939), (Bari 2006), La questione jugoslava nella politica estera dell’Italia repubblicana (1945-1999) (Roma 2008) e con I. Garzia e L. Monzali, di Aldo Moro, l’Italia repubblicana e i Balcani, (Nardò 2011).

Fabio Capano è dottorando di ricerca in Storia moderna europea presso il Dipartimento di Storia della West Virginia University. Nato e formatosi a Trento, si è spostato negli Stati Uniti per specializzarsi negli studi sul nazionalismo, la Seconda guerra mondiale e la Guerra fredda. Dopo aver completato studi d’archivio negli USA e in Italia, sta completando la sua tesi di dottorato dal titolo «A Journey along the Adriatic Border: Italianità in post-war Trieste».

Diego D’Amelio è nato ad Anzio (Roma) nel 1980. Si è laureato in Storia contemporanea all’Università di Trieste e ha conseguito il dottorato presso la Scuola dottorale in scienze umanistiche dello stesso ateneo. E stato borsista presso la Scuola superiore di studi storici della Repubblica di San Marino. E attualmente borsista post-doc presso l’Istituto storico-germanico di Trento (Fondazione Bruno Kessler). E direttore responsabile della rivista «Qualestoria» e fa parte del consiglio direttivo e del comitato scientifi co dell’Irsml FVG. Collabora con la cattedra di Storia contemporanea del Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’università di Trento. Si interessa di storia dei partiti e delle organizzazioni politiche, storia delle aree di frontiera, storia del confi ne orientale. Ha pubblicato tra l’altro Progettare il futuro. Le Acli di Trieste e dell’Istria 1945-1966, (Trieste 2008).

Saša Mišić è nato a Jagodina (Serbia) nel 1972. Si è laureato nel Dipartimento di Storia della Facoltà di Filosofi a a Belgrado nel 1999, ottenendo il Master nella stessa Facoltà nel 2005. Ha conseguito quindi il Dottorato di ricerca nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Belgrado con una tesi sul tema «Le relazioni politiche tra Italia e Jugoslavia nel periodo 1968-1975». Insieme a numerosi saggi ha pubblicato il volume Albanija: prijatelj i neprijatelj. Jugoslovenska politika prema Albaniji u periodu od 1924-1927 godine. Albania: friend and foe. Yugoslav policy towards Albania in the period 1924-1927 (Belgrade 2009). I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla politica estera jugoslava e in particolare sulle relazioni economica con Albania e Italia nel 20° secolo.

Raoul Pupo, docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Trieste e studioso delle vicende del confine orientale e della politica estera italiane. È autore di numerosi saggi e volumi, i più recenti delle quali sono: Il lungo esodo (Milano 2005), Il confine scomparso (Trieste 2007), con Guido Crainz e Silvia Salvatici, Naufraghi della pace. Il 1945, i profughi e le memoria divise d’Europa (Roma 2008), Trieste ’45 (Bari 2012).


Roberto Spazzali, insegnante e pubblicista, studioso della storia contemporanea della Venezia Giulia e delle istituzioni politiche, attualmente è comandato presso l’Irsml FVG. È stato supervisore di tirocinio presso la SISS di Trieste; ha insegnato Didattica della storia e Metodologie della didattica della storia presso l’Università degli studi di Trieste. Tra le sue numerose pubblicazioni, le più recenti sono Pola operaia (1856-1947). I Dorigo a Pola. Una storia familiare fra socialismo mazziniano e austro marxismo (Trieste 2010) e Radio Venezia Giulia. Informazione, propaganda e intelligence nella «guerra fredda» (1945-1954), (Gorizia 2013).



Abstracts

Introduzione

di Raoul Pupo
Sono passati quasi quarant’anni dalla fi rma degli accordi di Osimo. Quattro decenni sono un tempo suffi ciente affi nché un trattato internazionale divenga oggetto di studio, purché si diano alcune condizioni, prima fra tutte la disponibilità delle fonti. Al riguardo, è noto che la situazione italiana non è delle migliori, nel senso che il nucleo documentario principale, quello relativo all’attività diplomatica italiana conservato presso l’archivio del ministero degli Esteri, per gli anni Settanta non è ancora disponibile. Certo, altri fondi consentono di colmare in parte la lacuna, a cominciare dalle carte Moro consultabili presso l’Archivio centrale dello Stato e da quelle Andreotti, conservate presso l’Istituto Sturzo, ma in ogni caso l’assenza della documentazione primaria si sarebbe rivelata esiziale per la ricerca, in particolare per quanto riguarda la parte decisiva del negoziato, se gli studiosi non avessero potuto contare sui materiali raccolti dal consigliere di legazione Ottone Mattei, che affiancò il direttore generale del ministero dell’Industria, Eugenio Carbone, nella trattative svoltesi presso il castello di Strmol. Parallelamente, in anni recenti si sono resi disponibili anche i fondi conservati presso gli archivi di Belgrado (Carte Tito, fondi della Lega dei comunisti e del ministero degli Esteri della Repubblica federativa di Jugoslavia), nonché la documentazione raccolta dal negoziatore jugoslavo Boris Šnuderl. Se a ciò si aggiungono le notizie ricavabili dalle testimonianze e ricordi di altri diplomatici ed uomini politici del tempo in qualche modo coinvolti nella gestione della vicenda, ecco che si dà la possibilità di puntare ad una ricostruzione critica dell’atto che pose formalmente fi ne al lungo contenzioso confi nario tra Italia e Jugoslavia. [...]


Abstract – A wrong history? A look at the short century of Yugoslav-Italian relations
Raoul Pupo

The present essay focuses on the long-term complicated events which characterized the Yugoslav- Italian relations, paying special attention to the Eastern borders. Starting point of this process was the diffi cult signing of the Treaty of Rapallo, followed by the many contradictions and uncertainties of Mussolini’s policy towards the neighbour state, which was characterized by the unappeased Italian territorial ambitions in the Balkans and culminated in the Italian occupation of Yugoslavia during World War II. The aftermath of the war was marked on the other hand by the political protagonism of Communist Yugoslavia, which could take part both in the peace talks and in the defi nition of the new borders from a position of strength. The Treaty of Peace signed in Paris sanctioned the loss of quite all the Julian March territory, while leaving at the same time the whole issue unregulated by creating the Free Territory of Trieste (FTT), which was to remain a dead letter. The Memorandum of Understanding signed in London led to the division of the FTT between the two neighbour states. The new international position of Tito together with the new Yugoslav-Italian relations, the Italian internal political affairs and the new world order led to a progressive détente and to the fi nal signing of the Treaty of Osimo, which marked the end of a long period characterized by diffi culties and tragic clashes.
Keywords: Italy, Yugoslavia, the Treaty of Osimo, Eastern Border
Parole chiave: Italia, Jugoslavia, Trattato di Osimo, confine orientale

Abstract – Italian Foreign Policy and the Settlement of the Trieste Question: the Osimo Agreements of 1975
Massimo Bucarelli
After World War II, political and diplomatic relations between Italy and Yugoslavia were characterized by misunderstandings, polemics and hostility, due mainly (though not exclusively) to the Trieste question, which was a long standing territorial dispute that divided the two Adriatic countries for decades. The article, which is based mainly on primary sources (such as Tito’s Archive in Belgrade and Aldo Moro’s Archive in Rome) as well as on relevant literature, argues that Italian Yugoslav rapprochement, which led to the settlement of the Trieste question in 1975, became possible only due to the crucial domestic changes, which occurred in Italian politics during the Sixties. As the article also argues, it was Aldo Moro, a Christian-Democrat leader, several times Prime Minister and Foreign Affairs Minister between 1963 and 1976, who played the crucial role in getting Italy and Yugoslavia closer. According to Moro, it was necessary to present the agreement with Yugoslavia not as an Italian renounce to zone B, because it was not possible to relinquish something that had not belonged to the country since the end of the War and the Peace Treaty, but to present it as a fi nal acquisition of benefi ts both territorial (zone A with Trieste which the Peace Treaty of 1947 had left outside of the national borders) as well as political and economic, through revival of friendship between Italy and Yugoslavia.
Key Words: Italy, Yugoslavia, Trieste question, Osimo Treaty
Parole chiave: Italia, Jugoslavia, Questione di Trieste, Accordi di Osimo

Abstract - Yugoslavia and the Osimo Treaty
Saša Mišić

The relations between Yugoslavia and Italy after the World War II passed through numerous phases and changes. The Treaty of peace of Paris (1947) and the Memorandum of understanding of London (1954) did not solve all issues between the two states. On the contrary, they left open a set of problems which waited to be solved in the coming period. The present essay describes the different phases of relations between Yugoslavia and Italy which led to the Treaty of Osimo in 1974, from yugoslavian point of view.
Key Words: Treaty of Osimo, open issues, negotiations
Parole chiave: Trattato di pace, questioni aperte, negoziati

Abstract – The public debate about the Osimo Treaty between raison d’etat and local protest
Diego D'Amelio
The essay retraces the public debate about the 1975 Osimo Treaty. The pact settled the dispute with Yugoslavia over the Italian eastern boundary. It was portrayed by the Italian center-left government as a great diplomatic achievement and as the fi nal act of the Italian-Yugoslavian appeasement (reconciliation) negotiations through a successful management of Aldo Moro’s «Ostpolitik », fostered by the Democrazia cristiana (DC) party. The treaty provoked however not only harsh tensions within broad sectors of Trieste’s citizenry but also disunity within the local DC party itself. The study examines the stances taken in the Italian parliamentary sessions and in the national press. Furthermore, it focuses on the Trieste’s political debate. Referring to this latter setting, the local community witnessed the emergence of a varied and widespread opposition against certain political, national, economic and environmental provisions of the treaty. The re-emergence of unrelieved political quarrels and myths – including both municipal and national issues – testifi ed the inability of the DC party in convincing a large part of the local public opinion to accept the guidelines for normalization of the city within the wider national strategy of normalization in the Adriatic area. Thus, the Osimo Treaty marked the end of the predominance of the DC in the local political scenery: the party was quickly supplanted by the Lista per Trieste movement.
Key words: Osimo Treaty, Lista per Trieste, Democrazia Cristiana, Local protest
Parole chiave: Trattato di Osimo, Lista per Trieste, Democrazia Cristiana, protesta locale

Abstract – Adriatic associative network. An answer to Osimo
Fabio Capano
After 1954, Trieste’s de facto return to Italy coincided with the defi nitive partition of the Adriatic border. As a consequence, recurrent political tensions that marked the years between the London Memorandum and the Osimo Treaties were generally neglected and understudied. This article represents a fi rst attempt to fi ll this gap in historical studies and prove that, until 1975, the issue of the ex-zone B remained a «Cold War hotbed» for the Italian government. In exploring the «complex relation» between Rome and Trieste through the lenses of the associative response to the Adriatic detente, this article tells a story of misunderstandings, confl icts, and antagonisms. It investigates the role played by local as well as national patriotic and émigrés associations in upholding the «italianità» of the ex-zone B and ultimately suggests that the neo-irredentist network, while opposing the new logic of international politics, restlessly advocated the defense of the «legitimate» interests of the nation.
Key Words: Ex-zone B, Adriatic associative network, Détente, Osimo Treaty
Parole chiave: ex zona B, associazionismo adriatico, dètente, Trattato di Osimo


QUALESTORIA – RIVISTA DI STORIA CONTEMPORANEA
Periodico semestrale
N.S. anno XLI, n. 2, dicembre 2013
Registrazione del Tribunale di Trieste n. 455 del 23.2.1978
Iscrizione al ROC n. 16557 del 29.06.2000
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