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seminario 6 aprile 2004 IRSML

 

La costruzione del sistema politico a Trieste nel secondo  dopoguerra.

Anomalie e specificità del caso locale.

 

 Abstracts

 

Ariella Verrocchio – La storiografia sul sistema politico locale. Riflessioni per uno studio dei partiti della democrazia a Trieste nel secondo dopoguerra.

 

La relazione mira a tracciare un percorso di studio sui processi di costruzione del sistema politico locale, secondo una prospettiva che, da un lato, punta ad isolare nodi, questioni e temi e, dall’altro, ad individuare possibili modi in cui affrontarli. A partire da una messa in luce dei criteri di analisi attualmente accolti dalla storiografia nazionale sul ruolo giocato dalla DC e dal PCI nel sistema politico italiano, la relazione intende avviare una riflessione sugli aspetti funzionali e strutturali dei partiti di massa, riconducendo il tema nell’ambito della questione dei caratteri specifici del terreno identitario politico e nazionale locale. Rispetto a ciò, obiettivo della relazione è discutere le seguenti questioni:

  1. il tipo anomalie intervenute nel processo di costruzione della democrazia a Trieste;

  2. le correlazioni esistenti tra queste anomalie e le forme assunte dalla leadership e dalla rappresentanza.

  3. il ruolo giocato dalle fratture nazionali nel processo di costruzione di una subcultura politica dell’appartenenza, secondo un approccio che punta a discutere le possibilità di applicazione offerte dal concetto di subcultura nell’ambito di una zona di confine con minoranze nazionali.

  4. i processi di costruzione delle culture politiche territoriali, comunista e cattolica, sul piano della questione della costruzione della democrazia.

 

 

Marta Verginella - Profili ideologici e scambi generazionali negli schieramenti politici del secondo dopoguerra.

 

La relazione muove dalla messa in luce di una serie di interrogativi relativi ai meccanismi intervenuti nel processo di selezione e reclutamento del personale politico sloveno:

  1. Quali sono state le continuità e le rotture che hanno segnato i vari gruppi politici sloveni nel secondo dopoguerra?

  2. A originarle è stata soltanto la guerra di liberazione, l’emigrazione politica dalla Slovenia o vi era anche un forte elemento generazionale che ha attraversato tutti gli schieramenti politici sloveni?

Partendo dal dato biografico e da un approccio metodologico fondato sulla categoria di generazione e sul concetto di rete, la relazione intende discutere i processi di composizione e scomposizione del personale politico sloveno triestino nel secondo dopoguerra.

 

Anna Di Gianantonio – Il mito nella formazione dell’identità politica del militante comunista. Spunti e riflessioni ricavabili da uno studio sul caso del monfalconese (1945-1947).

 

A partire da una riflessione sulla categoria di "mito politico", la relazione intende discutere il ruolo giocato da quello jugoslavo nel processo di costruzione dell'identità di dirigenti e militanti comunisti, secondo un approccio metodologico che punta ad isolare e mettere in luce caratteristiche, struttura e obiettivi del mito stesso. Da questo punto di vista, l’intervento intende formulare problemi e interrogativi su:

  • il carattere plastico, mobile, bidirezionale della rappresentazione mitica;

  • il carattere “dialogico” di costruzione del mito, l’articolazione della sua struttura come meccanismo di relazione tra vertice e base, dove il primo viene ad essere coinvolto in un effetto di rimando.

  • il diverso ruolo giocato nella dirigenza e nel corpo militante dal mito nel processo di costruzione dell’identità politica.

  •  

Monica Rebeschini - La politica lubianese nei confronti della Venezia Giulia e la scelta dei quadri di riferimento (1945-1954). Problemi metodologici e interpretativi.

 

L’intervento vuole discutere problemi e interrogativi in relazione a obiettivi di indagine e approfondimento nell’ambito dello studio dello spazio istituzionale, secondo un approccio attento al ruolo giocato al suo interno dalle componenti individuali. Da questo punto di vista, , accogliendo le diverse sollecitazioni provenienti delle più recenti metodologie ricavabili dal rapporto tra storia politica e storia sociale, la relazione intende avviare una riflessione sulle seguenti questioni:

- quali sono le possibilità e le opportunità offerte dall’applicazione delle categorie interpretative riferite alle fasi di consolidamento e transizione di un regime (“democratization studies”). In particolare, dalla categoria di transizione, sul piano del ruolo da questa giocato nelle situazioni politiche indeterminate, dove l’assenza di regole chiare assieme alla presenza di conflitti e fratture fanno si che l’attenzione si focalizzi sui diversi attori impegnati nello scontro e nella costruzione di un sistema politico.

  • discutere il rapporto di reciprocità tra biografia storica e storiografie che si occupano dei fenomeni di transizione.

 

Nevenka Troha - Tra socialismo e liberazione nazionale. Le scelte dei leaders del Partito comunista della Regione Giulia e dell’Unione antifascista italo-slava (1945-1948).

 

La relazione intende discutere la frattura che, già durante il periodo bellico, prese corpo, accanto a quella tra fascismo e antifascismo, nella Venezia Giulia sulla questione della definizione del confine orientale nell’ambito delle diverse componenti politiche: quella italiana, che mirava al mantenimento del confine prebellico di Rapallo e quella che, formata da sloveni e croati ma anche da numerosi antifascisti comunisti di nazionalità italiana, voleva l’accorpamento alla Jugoslavia (il confine etnico sloveno). A partire da una messa a fuoco di questa frattura, la relazione intende discutere le seguenti questioni:

  • in quale misura l’adesione alla soluzione jugoslava fu orientata da motivazioni di carattere nazionale e/o sociale.

  • quale fu il ruolo giocato dalla componente ideologica, in particolare nel senso dell’accoglimento della teoria leninista, anche in quanto meccanismo di risoluzione della questione nazionale;

  • il ruolo giocato dai processi di cooptazione e composizione del personale politico comunista che operava nella Venezia Giulia, secondo un approccio attento a mettere in luce il tipo di strategie politiche adottate dal Partito comunista sloveno e, per molti versi, dallo stesso governo jugoslavo allo scopo di esercitare una posizione di potere e controllo sul Partito comunista della Regione Giulia e sull’Unione antifascista italo-slava (UAIS).

  • i caratteri dell’impianto concettuale e ideologico prodotto sulla questione nazionale e sociale da una classe politica reclutata all’interno dei quadri del Partito comunista sloveno o, in ogni caso, cooptata sul posto secondo criteri di incondizionata fedeltà a quest’ultimo.

 

Atlante-Dizionario del 1914/15

Il Confine orientale

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