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Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia
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Progetti e mostre


AVVISO DI COLLABORAZIONE
 
In occasione di una ricerca sulla Prima Guerra Mondiale
l’Istituto intende valorizzare i documenti custoditi negli archivi famigliari dei cittadini.
Si invitano quanti conservano fotografie e altra documentazione del periodo 1914-1919 relativa a propri parenti o conoscenti
(ritratti, gruppi di soldati, album, attestazioni di merito, lettere, ecc.)
a contattare l’Istituto per permetterne la riproduzione tramite scanner.
 
Gli originali saranno restituiti ai legittimi proprietari.
 
Telefonare allo 040 44004 (lunedì-venerdì ore 9.30-12.30)
Scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

“Un percorso tra i luoghi della tolleranza e dell’inclusione della Provincia di Trieste: una guida”

Dalla tolleranza all’inclusione

 

di Giovanna Paolin


La parola “tolleranza” oggi è vista giustamente con sospetto. Tolleranza infatti significa accettare qualcuno o qualcosa, ma quasi come un peso da tollerare, appunto, non comprendendo per contro la scelta di riconoscere all’altro parità e piena dignità, la via cioè dell’inclusione. È comunque un termine che ha una nobile tradizione ideologica. Nella prima età moderna l’Europa si trovò dilaniata dalle lotte politiche e religiose, con persecuzioni dolorose messe in atto equamente dai diversi schieramenti ma facilmente identificate dalla voce popolare con la sola storia delle Inquisizioni cattoliche, prima quella medievale, poi quelle iberiche e quella romana. Non fu facile il compito di quei pensatori che fin dal Cinquecento, per citare solo Erasmo da Rotterdam e Sebastiano Castellione, tentarono di aprire un dibattito sul concetto di tolleranza, di quanti come Montaigne meditarono sulla relatività delle differenze. Fu il solo sovrano di Ungheria Giovanni II a raccogliere questa sfida, fino a promulgare nel 1568 un editto di tolleranza contro le discriminazioni religiose, mentre la Pacificazione di Augusta (1555), l’Editto di Nantes (1598), o la pace di Vestfalia (1648), ebbero una valenza ideologica assai più limitata. Il viaggio dei puritani Padri Pellegrini (1620) alla ricerca di una nuova terra di libertà sembra una buona immagine di quanto l’Europa faticasse ad accettare nel suo seno le diversità ideologiche. Lo sviluppo del pensiero però, in particolare dal pieno Seicento, avviò gradualmente la scoperta di modelli nuovi e la stagione poi dell’Illuminismo seppe, nelle sue diverse anime, dare frutti straordinari, pensatori come Locke e Voltaire seppero dare contributi fondamentali allo sviluppo dell’idea di tolleranza. Si esplorarono tra l’altro nuove frontiere in campo giuridico e in quello politico. Questo percorso complesso ed entusiasmante portò infatti alla scrittura di testi fondamentali sui diritti, alla Costituzione americana, alla Dichiarazione francese. Questi documenti sono rimasti come tappe centrali nel cammino dell’Occidente, ma la strada verso una vera capacità di inclusione, la conquista di un riconoscimento di parità capace di allargarsi a tutti sarebbe stato ancora lungo e difficile, fino ad oggi. La lotta per eliminare le discriminazioni, di ogni tipo, sembra infatti riaccendersi costantemente sotto la pressione di tensioni e paure, specie nei momenti di crisi.

La piccola città di Trieste fin dal Medioevo aveva, forse per necessità di sopravvivenza, di fatto adottato un costume di inclusione delle diverse anime del territorio, costume che era sopravvissuto, con qualche momento di difficoltà nella seconda metà del Seicento, fino alla decisione imperiale di apertura del Portofranco (1719). Da Vienna allora si scelse di dar vita ad una nuova politica di economia portuale e nei decenni successivi venne deciso, ovviamente, di mettere in atto una politica capace di attirare investitori di ogni provenienza. Come d’uso per queste istituzioni, vennero concesse delle patenti, che garantivano ai diversi gruppi libertà di associazione e di rito. Il più tardo e generale Editto di tolleranza (1781) emanato da Giuseppe II risultò in realtà molto meno aperto rispetto alle locali patenti già in possesso alle diverse comunità e semmai si rivelò importante la scelta di riordinare amministrativamente e vendere delle proprietà ecclesiastiche, come l’antica chiesetta di San Silvestro, che passò così a quella che è oggi la comunità elvetico-valdese. Per questo la parola “Tolleranza” a Trieste è evocativa di un’epoca e di eventi molto importanti. In una città posta nell’ambito di un impero multinazionale, divenuta rapidamente cosmopolita e ricca di personalità impegnate nel commercio internazionale, nelle assicurazioni e nelle imprese di navigazione, basti ricordare tra tutti i baroni Pasquale Revoltella e Karl Ludwig von Bruck, molti guardavano con disincanto e libertà a diversità e confini, statali o di gruppo. Questo clima inclusivo, pur ormai limitato dall’idea di tolleranza, restò quindi in qualche modo sotteso al modo di vivere locale, anche se dall’Ottocento in poi travagli drammatici funesteranno queste terre, ideologie e tensioni nazionali porteranno a situazioni quanto mai amare e difficili, prima che potesse essere faticosamente riscoperta e rivalorizzata la preziosa strada dell’inclusione, del riconoscimento della ricchezza portata dall’accoglienza delle diversità.

 

Topografie della memoria - Museo diffuso del 900


Percorsi multimediali e interattivi tra i luoghi della memoria e la memoria dei luoghi



www.quarantasettezeroquattro.it/topografia della memoria

 

 

Topografie della memoria – Museo diffuso del Novecento intende colmare, in un’area ricca di storia come quella goriziana, l’assenza di momenti e luoghi di riflessione e divulgazione creativa della memoria storica locale. Si intende colmare questo vuoto attraverso la creazione di un Museo diffuso che leghi in un percorso interattivo e multimediale luoghi della città significativi non solo per la storia ufficiale ma anche per quella più privata dei cittadini. Il progetto vuole valorizzare e promuovere una riflessione sulla storia del goriziano dal Fascismo alla nascita della frontiera, periodo essenziale nella formazione, definizione e ridefinizione dei confini non solo geografici ma soprattutto identitari della popolazione goriziana.



La presentzaione completa del progetto si trova nel sito dell'Associazione 47|04 – Topografie della memoria.

 

Archivio della memoria

Strade della memoria. Storie di vita e di luoghi Poti spomina zivljenske in krajevne zgodbe
 
 
Strade della memoria è un portale che raccoglie e mette a disposizione degli utenti un vasto patrimonio di testimonianze orali e (audio)visive con particolare attenzione alle aree di confine.

L’Archivio intende unire il rigore nella ricerca scientifica e nelle modalità di catalogazione – attraverso l’adeguamento a standard internazionali – all’immediatezza della consultazione.

Il progetto, aperto e in continua evoluzione, si propone di coinvolgere il maggior numero di enti, istituzioni, studiosi e privati cittadini interessati alla salvaguardia della memoria storica.

L’Archivio della memoria promuove la raccolta, la conservazione e la divulgazione di fonti orali e fotografie che testimoniano la crescita e la trasformazione dell’area di confine tra Italia e Slovenia attraverso il Novecento, sia dal punto di vista sociale che politico.

[…]

L’Archivio, nella sua forma virtuale, intende rendere fruibili i propri documenti, oltre che a studiosi e ricercatori, a un pubblico ampio e variegato grazie all’ideazione di un portale facilmente accessibile ma rigoroso nell’impostazione archivistica.

É possibile consultare liberamente testimonianze orali (videointerviste e audio interviste) e fotografie. Tutti i materiali vengono catalogati seguendo gli standard internazionali proposti dall’ICCD (Istituto centrale per il catalogo e il documento) e dall’ICBSA (Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi). Il sito consente la fruizione interrelata dei diversi documenti: a partire da un racconto di vita è possibile leggere la trascrizione integrale, vedere una parte della video-intervista, visualizzare la scheda biografica del testimone, accedere a percorsi bibliografici mirati e visualizzare le fotografie donate dal medesimo testimone.

Nelle sedi fisiche dell’Archivio della Memoria, collocate presso la Mediateca Provinciale di Gorizia e Presso la Biblioteca pubblica France Bevk di Nova Gorica, sarà possibile consultare i materiali conservati sui supporti originali e nella loro completezza. Ricercatori e semplici curiosi saranno seguiti e guidati da personale appositamente formato.

Sabato 17 marzo 2012, alle ore 11 - sala di Piazza dell’Unità d’Italia 4/b

 

IO SONO TESTIMONIANZA

ritratti di sopravvissuti a trent'anni dalla strage del 2 Agosto 1980

realizzata da ISREBO, Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna “L. Bergonzini” - Fotografie di Martino Lombezzi - Testi storici di Cinzia Venturoli, la mostra è stata realizzata in accordo con l'Associazione Famigliari Vittime del 2 agosto.

La mostra rimane aperta dal 17 al 24 marzo,

con orario: 10-12 ; 16-19.

Domenica pomeriggio chiuso.


Afferamzione e crisi dell'italianità adriatica

Un progetto del Comune di Rimini, dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione del Friuli Venezia Giulia (IRSMLFVG), del Dipartimento di scienze politiche e sociali dell'Università di Trieste, dell'Associazione delle Comunità Istriane (erede del CLN dell'Istria), con il sostegno dell'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Rimini e dell'Istituto storico di Rimini.

La mostra ha il patrocinio dell'Associazione ADES (Associazione Amici e Discendenti degli Esuli Giuliani, Istriani, Fiumani e Dalmati). Si ringrazia per la collaborazione Mattia Vitelli, delegato provinciale dell'Associazione ADES.

Direzione scientifica: Raoul Pupo, Università di Trieste Dipartimento di scienze politiche e sociali

Comitato scientifico: Roberto Spazzali (IRSMLFVG), Fabio Todero (IRSMLFVG) e Chiara Vigini (ACI)

Coordinamento: Laura Fontana, Responsabile del Progetto Educazione alla Memoria del Comune di Rimini.

 

Il confine orientale italiano, 1797-2007. Cartografia, documenti, immagini, demografia

di Franco Cecotti e Bruno Pizzamei

 

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Villa Primc, Salita di Gretta 38 - 34136 Trieste (TS) - Italia
Come raggiungerci in autobus

Prima di venire:

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Materiale scaricabile

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Il Confine orientale

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Da Lunedì a Giovedì 9-13.30 , 14-16

Venerdì 9-13

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Si comunica che da martedì 27 dicembre 2016 fino a giovedì 5 gennaio 2017 l'Istituto rimarrà chiuso.

Tutti i prestiti in scadenza in tale periodo saranno prorogati d'ufficio.

Riapriamo lunedì 9 gennaio 2017.

Buone feste e buon anno nuovo a tutte e a tutti