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Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia
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Presentazione

Una violenta bufera, che si scatena il 13 gennaio 1914 su Trieste, apre un anno che avrebbe di lì a qualche mese visto scoppiare nel cuore dell’Europa una guerra destinata a cambiare per sempre il cammino della storia umana: la prima guerra mondiale.

La cultura, i rapporti sociali, la politica, l’economia dell’Europa intera furono travolti e profondamente trasformati dagli eventi del periodo 1914-1918, tanto che l’interesse per quella guerra perdura tuttora, dopo un secolo, non solo in ambito storiografico, ma anche quale esigenza di conoscere e di capire, da parte di un ampio pubblico, la genesi, le dinamiche e le conseguenze di una delle più impressionanti catastrofi umane di tutto il Novecento.

La collocazione geografica di Trieste, inserita nell’ambito della monarchia Asburgica, con un ruolo economico di tutto rilievo nel settore marittimo, industriale e finanziario, fa sì che la città, all’avvio del conflitto, rappresenti un osservatorio sensibile e interessato ai cambiamenti relativi all’area danubiana, balcanica e mediterranea. Le modalità con cui l’Austria-Ungheria entrò in guerra e in particolare l’uccisione a Sarajevo dell’arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sophia, che determinò le scelte politiche, i tempi diplomatici e la mobilitazione militare della duplice monarchia, coinvolsero immediatamente Trieste, le cui strade videro il passaggio del corteo funebre della copia arciducale.

L’inizio del conflitto, alla fine di luglio 1914, travolse e trasformò la vita della città, prima di tutto limitando i diritti civili: fu vietata l’attività delle associazioni e vennero limitati i movimenti dei cittadini, fu istituita la cesura sulla stampa e sulla posta privata. La crisi economica fu determinata dal blocco dei traffici marittimi, dalla mancanza di manodopera per le industrie e il commercio, provocando la riduzione dei rifornimenti alimentari e imponendo il razionamento dei viveri e dei prodotti di prima necessità; la città, privata dei propri cittadini più giovani chiamati alle armi, si svuotò e le famiglie si ritrovarono in gravi difficoltà, sebbene sostenute da sussidi pubblici, per la crescita tumultuosa dei prezzi, che costrinse una folla sempre più numerosa a rivolgersi alle mense pubbliche.

La guerra impose immediatamente ai suoi amministratori due impegni strettamente connessi: la gestione di un’area urbana demograficamente tra le più vaste della monarchia e il sostegno più largo possibile ai cittadini combattenti, nel 1914, sul fronte russo e su quello balcanico. Nuove strutture furono costituite per far fronte alla «sussistenza» delle famiglie dei richiamati, appositi comitati furono impegnati a coordinare la beneficenza verso indigenti, disoccupati, orfani e vedove di guerra, una rete di ospedali, affidata in gran parte alla Croce Rossa, venne predisposta per accogliere militari ammalati e feriti.


Finalità

La Provincia di Trieste, attraverso l’allestimento della mostra Trieste 1914, intende offrire al visitatore l’opportunità di conoscere e di capire le conseguenze della prima guerra moderna (industriale, totale) sul tessuto sociale di un importante centro urbano, quale era Trieste. Una sintetica rappresentazione dell’ambiente urbano (e sociale) di Trieste nel 1914 viene segnato dall’assassinio di Sarajevo; il resto è guerra, che si presenta alla città nei suoi aspetti più tragici: l’assenza prolungata di notizie dal fronte, i soldati morti o dispersi, i feriti rientrati o ricoverati in lontani ospedali.
La complessità del territorio di cui Trieste era capoluogo nell’epoca asburgica, con la presenza di abitanti che facevano uso di varie lingue (italiano, sloveno, croato, tedesco, friulano), l’immigrazione recente di tanti abitanti, anche con professioni religiose diverse, la presenza di una classe imprenditoriale cosmopolita, di una fiorente borghesia e di una forte componente operaia consente – negli spazi disponibili – soltanto una prima rappresentazione dei temi indicati, limitati temporalmente all’anno 1914 e ai primi mesi del 1915, con un preciso percorso narrativo.
È bene sottolineare, inoltre, che proprio il dinamismo economico e la complessità del territorio in cui Trieste è collocata la rendono un polo di attrazione per un comprensorio geografico vasto che abbraccia anche l’area Nord-orientale dell’allora Regno d’Italia. Basti pensare, per fare un solo esempio, alle figure dei lavoratori “regnicoli” (per la più parte, friulani) che, in grande quantità, lavoravano presso i cantieri giuliani, pur non avendo la cittadinanza austriaca. Sono loro ad essere respinti e sradicati per primi da Trieste, appena si affaccia il pericolo della guerra con l’Italia.

 

Servizi e orari 19 settembre- 9 novembre 2014
La mostra è aperta
Martedì e mercoledì dalle 10 alle 13
Giovedì dalle 10 alle 17
Venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 (fino al 12 ottobre) e dalle 15 alle 19
(dal 17 ottobre al 9 novembre)
I testi esplicativi in mostra sono in italiano, sloveno, tedesco e inglese.
Sono previsti: visite guidate, laboratori, conferenze di approfondimento

 

 

Cliccare qui per andare al sito della Provincia di Trieste

 

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