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Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia
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L'Archivio dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia

 

L'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, fondato nel 1953 da Ercole Miani, svolge un'intensa attività scientifica che riguarda le complesse problematiche del confine orientale e ha rapporti di collaborazione con studiosi sloveni, croati, austriaci e tedeschi. Le tematiche portanti della ricerca scientifica riguardano lo studio della Risiera di San Sabba e della deportazione dal territorio regionale e dall'Istria, i problemi dell'esodo e delle foibe, la grande guerra, l'analisi della condizione operaia tra fascismo e dopoguerra, la società locale durante il secondo conflitto e nel delicato periodo del dopoguerra e la questione della definizione dei confini, il periodo dell'Allied military government (Amg), i rapporti tra militari italiani, sloveni e croati dalla definizione del trattato di Rapallo al secondo dopoguerra, la Resistenza. Particolare attenzione è dedicata al rapporto con la scuola e all'insegnamento della storia: l'Istituto organizza corsi di aggiornamento per insegnanti, iniziative diverse gestite dal laboratorio didattico e cura numerose pubblicazioni rivolte alle scuole. Nel 1973 l'Istituto ha iniziato la pubblicazione della rivista "Bollettino dell'Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia" che dal 1978 ha assunto la denominazione di "Quale storia". L'Istituto dispone di una biblioteca di circa 26.000 volumi, specializzata in storia contemporanea, con particolare attenzione ai problemi del confine orientale e alle culture limitrofe, arricchita da una emeroteca dotata di diverse testate italiane e straniere.

 

L'archivio è suddiviso in quattro sezioni: Venezia Giulia, Friuli, microfilm e fototeca. La prima sezione è costituita dai fondi Alessandro Destradi (1945-1954; bb. 5), dirigente dei sindacati unici e del Partito comunista a Trieste nel secondo dopoguerra, Processo Risiera (bb. 6), con le carte dei procedimenti penali per i crimini commessi nella Risiera, Giorgio Iaksetich (1909-1981; bb. 17), formato dall'archivio personale di Iaksetich che tenne i collegamenti tra le formazioni partigiane italiane e l'esercito di liberazione jugoslavo, Leopoldo Gasparini (1908-1967; bb. 11), dirigente comunista, Bruno Pincherle (1940-1960; bb. 29), dirigente del PdA, Prefettura di Pisino (bb. 17, non ordinato), con carte della Prefettura dell'Istria, Ugo Poli (1962-1974; bb. 3), relativo alle lotte operaie e studentesche, Partito comunista italiano (bb. 103), Sepral (1940-1944, non ordinato). Questa sezione è completata dalla documentazione in fotocopia proveviente da archivi stranieri raccolta nei fondi Washington (1948-1954; bb. 9), sulla situazione politica ed economica a Gorizia e Trieste durante il Governo militare alleato, Lubiana (1940-1945; bb. 6, da ordinare e tradurre), sulla guerra e l'occupazione italiana, Coblenza (1920-1945; bb. 4), con documentazione proveniente oltre che dall'archivio di Coblenza anche da Bonn e Vienna e relativa alla situazione economica a Trieste negli anni Venti e Trenta, all'attività economica tedesca nel Litorale adriatico, alla comunità germanica di Triste, alla Polizia economica, al sequestro dei beni agli ebrei, Anton Vratusa (1943-1946; b. 1, in fotocopia dall'archivio dell'Istituto di Lubiana), con documentazione sul ruolo di Vratusa in qualità di inviato del Partito comunista sloveno in Italia e di elemento di collegamento con il Clnai. Infine fa parte della sezione anche l'archivio Fonti orali (60 nastri da 90') con testimonianze riguardanti la situazione operaia a Trieste, Monfalcone e Gorizia durante il fascismo e la deportazione. La sezione destinata al Friuli conserva carte sulla situazione politica in Friuli dal 1920 al 1947 e in particolare documenti dei Cln di Udine e Gorizia, dei partiti antifascisti e delle formazioni partigiane (Garibaldi e Osoppo), le sentenze della Corte d'assise di udine a carico di fascisti e collaborazionisti e la raccolta, in fotocopia, degli atti del processo di Lucca per l'eccidio della Malga Porzus, il fondo Rapuzzi (1944-1945; bb. 11), riguardante la brigata Garibaldi Natisone e le Commissioni economiche militari/Cem costituitesi per accordi tra la brigata stessa e il IX Korpus jugoslavo; le carte, in fotocopia, provenienti dall'archivio vescovile di Concordia (1903-1904; b. 1), sulle organizzazioni cattoliche del primo Novecento e quelle, sempre in fotocopia, provenienti dalla Prefettura di Udine (bb. 5). La sezione è completata da diversi fondi personali tra cui si segnalano quelli di Faustino Barbina, Giuseppe Santanera, Michele Gortani, Mario Lizzero, Paolo Baolini, Giulio Magrini, Terenzon Zoffi e Marco Puppini. La sezione microfilm raccoglie 45 bobine provenienti dal Public record office di Londra, dai National archives di Washington e dall'Archivio centrale dello Stato, documentazione descritta in parte in "Notizie e documenti" n. 8 e in parte su inventari disponibili presso l'Istituto. La sezione destinata alle fotografie conserva i fondi: Venezia Giulia (bb. 15), con documenti riguardanti il periodo dell'occupazione tedesca, la Resistenza in Istria, nella Venezia Giulia e in Italia, la liberazione della Venezia Giulia e dell'Italia, il dopoguerra a Trieste, le celebrazioni della Resistenza, foto di partigiani, il neofascismo a Trieste (1956-1972), e le manifestazioni operaie (1955-1976); Friuli (primi anni del 1900-anni Settanta; bb. 6), relativo a alpini giuliani e friulani sul fronte carnico, azioni tedesche e cosacche (1943-1945), collaborazionismo fascista in Friuli, Resistenza, dopoguerra, manifestazioni operaie (fine anni Sessanta-primi anni Settanta), manifestazioni di emigranti e contro la servitù militare.

 

L'accesso e la consultazione dell'archivio storico dell'Istituto sono consentiti a tutti secondo le disposizioni vigenti presso gli Archivi di Stato.

La consistenza dell'archivio è incrementata di anno in anno attraverso il versamento di fondi individuali nonché di copie provenienti da altri archivi nazionali ed esteri. Per i nuovi materiali affluiti all'archivio vengono curati inventari e guide.

 

I fondi archivistici  sono suddivisi nelle seguenti  sezioni:

 

 

Archivio cartaceo: 300 buste di documentazione sulla seconda guerra mondiale, la Resistenza e il dopoguerra nella regione e diversi fondi personali di antifascisti; fototeca: 20 buste; archivio fonti orali: 60 nastri da 90'; archivio microfilm: 45 bobine.

Atlante-Dizionario del 1914/15

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Si comunica che da martedì 27 dicembre 2016 fino a giovedì 5 gennaio 2017 l'Istituto rimarrà chiuso.

Tutti i prestiti in scadenza in tale periodo saranno prorogati d'ufficio.

Riapriamo lunedì 9 gennaio 2017.

Buone feste e buon anno nuovo a tutte e a tutti