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Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia
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I Quaderni di Qualestoria

diario di un regnicoloDiario di un regnicolo 1915-1919
Trieste, Wagna, Katzenau, Udine, Firenze, Macerata

di Pietro Crichiutti

a cura di Neva Biondi e Franco Cecotti

Il termine regnicolo, ben noto nell’area triestina e goriziana, indica gli emigranti italiani in Austria, in questo caso residenti nel Litorale austriaco, particolarmente numerosi a Trieste, ma presenti anche in altri centri urbani, come Gorizia e in Istria. L’uso di tale termine si rese necessario nell’area alto adriatica per 

«Offesa all’onore della donna». Le violenze sessuali durante l’occupazione cosacco-caucasica della Carnia 1944-1945

di Fabio Verardo

Questo è il primo studio che si pone l’obiettivo di riscoprire e analizzare il fenomeno delle violenze sessuali compiute in Carnia delle truppe cosacche e caucasiche collaborazioniste dei tedeschi tra l’agosto del 1944 e il maggio del 1945.

Per fame o per convinto. Storie di vita e di Resistenza nel mondo contadino. San Leonardo Valcellina 1900-1950

di Francesca Bearzatto

La cultura materiale, l’immaginario, la società tradizionale di un piccolo borgo rurale del pordenonese tra guerre e occupazioni: venti narratori raccontano la prima metà del Novecento a San Leonardo Valcellina in un viaggio sospeso tra presente e passato.

Massoneria e irredentismo. Geografia dell’associazionismo patriottico in Italia tra Otto e Novecento di Luca G. Manenti

Sulla scorta di una grande quantità di fonti recuperate nei principali archivi della penisola, questo studio offre un’esauriente mappatura del movimento irredentista tra Otto e Novecento, soffermandosi in particolare sui nessi allacciati dai patrioti con il Grande Oriente d’Italia.

L’irredentismo armato. Gli irredentismi europei davanti alla guerra. Atti del Convegno di studi, Gorizia, 25 maggio, Trieste, 26-27 maggio 2014 a c. di Fabio Todero, nota introduttiva di Raoul Pupo

Non sono stati i movimenti irredentisti a scatenare la Grande guerra, ma certo hanno prima contribuito potentemente a destabilizzare il continente europeo, per divenire poi strumenti formidabili di mobilitazione delle masse a conflitto iniziato. Nel 2014, all’approssimarsi del centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale, il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste, d’intesa con le autorità accademiche e in partenariato con l’Istituto

Violenza e repressione nazista nel Litorale Adriatico 1943-1945 di Giorgio Liuzzi

Il periodo compreso tra l’8 settembre 1943 e il maggio del 1945 fu tristemente segnato da stragi, rappresaglie e singoli eccidi compiuti dalle forze armate tedesche o dalle forze collaborazioniste nell’Operationszone Adriatisches Küstenland (OZAK), la zona più orientale d’Italia. La particolare struttura amministrativa e politica che i tedeschi assegnarono a questa zona, l’intensità della guerra antipartigiana, le esperienze precedenti in altre zone di guerra da cui provenivano i responsabili nazisti della sicurezza nell’Ozak ed infine le direttive e gli ordini impartiti da questi stessi ufficiali non

Redipuglia: il Sacrario e la memoria della Grande guerra 1938-1993 di Gaetano Dato

La storia del più grande Sacrario militare della Grande guerra in Italia è anche la storia del rapporto tra lo Stato italiano e la memoria del primo conflitto mondiale. L’autore ripercorre le vicende della fondazione del maestoso memoriale di Redipuglia e cerca di comprendere l’evoluzione delle principali ricorrenze che vi sono state celebrate dal secondo dopoguerra alla fine del secolo breve. Il Sacrario di Redipuglia, fra i maggiori luoghi della memoria per la nazione italiana, emerge quale punto di riferimento chiave per una riflessione sull’identità collettiva della penisola.

 

Atlante-Dizionario del 1914/15

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